-  Ma invece il mio cuore
       
 

Regia
Paolo Manfrini

Costumi
Chiara Defant


Coreografie
Francesca Manfrini

Mixer video
Marisa Bruschetti

Fonica
Andrea Fornasa

Luci
Maurizio Azzolini

Video
Gianfranco Dusmet

Coordinamento organizzativo
Alberta Barberi

Con
Silvia Marconi, Alessandra Andreolli, Nazarena Raos, Beatrice Forchini, Fosca Leoni, Valentina Maino, Maria Giulia Scarcella, Ariele Manfrini, Sandro Barberi, Matteo Prezzi, Michele Pandini, Nikola Adzic, Federico Simonini, Michele Zadra, Marco Prezzi, Luca Zanfei, Loredana Venturelli, Alberto Casagrande, Cristina Prezzi, Andrea Franzoi

 

Spettacolo di testimonianza prodotto dal Comprensorio della Vallagarina in occasione del novantesimo anniversario dalla fine del primo conflitto mondiale

Lo spettacolo è costruito su testimonianze autentiche, memorie “in presa diretta”. A descrivere l’umile ma gioiosa serenità del mondo contadino prima della guerra, lo sgomento della deportazione in terre lontane, il ritorno carico di dolore nei paesi distrutti, la speranza e il coraggio della ricostruzione sono le immagini “cinematografiche” evocate da Vittoria Fait Prosser di Noriglio nel suo libro di ricordi da adolescente “Cerano le cigliege matture ma non le abbiamo assagiate”.
Le atrocità, gli eroismi, la disperazione, le paure, la follia, gli istinti di sopravvivenza, i sentimenti comunque di umanità e di amore che segnano la guerra combattuta al fronte sono invece messi a nudo con una prosa lacerante dalle lettere e dai diari dei soldati trentini.
Il poema di Alverio Raffaelli “I figli della terra”, dedicato a come una piccola comunità di agricoltori, quella di Volano, ha “vissuto” la guerra senza mai rinunciare alla speranza in un domani migliore e le foto di Flavio Faganello sulla linfa vitale e ancestrale del mondo contadino arricchiscono e accentuano il valore di testimonianze che travalicano i confini del “reportage” per scavare nel senso della vita e dell’uomo. Delle sue miserie e delle sue grandezze.



“Si è asciugato il sudore con la manica della camicia. E si è chinato a baciarti”. Attorno a questa immagine, di un padre contadino a cui viene mostrata la figlia appena nata, ruota tutto un vortice di testimonianze, di immagini, di sentimenti, di passioni: quello che ha sconvolto paesi e campi del Trentino durante la Grande Guerra “come se il mondo si fosse voltato alla rovescia”.
Ma la vita è più forte.