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Racconta il teatro


SIPARIO D'ORO
Festival Nazionale di Teatro Amatoriale
23 febbraio - 15 marzo 2008

MORI - Teatro Sociale


Theama Teatro
I magnasoéte
di Virgilio Scapin
drammaturgia e regia di Piergiorgio Piccoli e Aristide Genovese
musiche originali di Giovanni Panozzo

Tutto l’umorismo, tutto il gioioso divertimento che caratterizza l’opera dello scrittore vicentino Virgilio Scapin è sintetizzata in questo spettacolo attraverso la rappresentazione dei momenti più significativi e intensi dei “mangiatori di civette”, i “magnasoéte” appunto.
La coinvolgente musica dal vivo di Giovanni Panozzo evoca inoltre il contesto dei racconti dell’autore, che è quello riconoscibilissimo di un’area appartata del vicentino, con la dolce verde scalata di alberi e campi che si dispongono sulla collina, in un’aria sgombra e chiara che raccoglie correnti in arrivo dall’altopiano.
E’ lo sfondo in cui lo scrittore colloca la vicenda di Firmino, contadino piccolo proprietario, la cui figura è tratteggiata con profonda cordialità, simpatia e comicità gioiosa.
In questo ambiente arioso e terragno, che costituisce l’orizzonte unico della sua vita, Firmino affonda radici tenacissime e affronta la dura serie delle opere e dei giorni. Ma è già l’esemplare di una razza in estinzione.
Sospeso tra passato e presente, miracolosamente indenne dalle trasformazioni socio-culturali degli ultimi anni – anche se guida l’auto e il trattore e a casa sua c’è il televisore – trascina con sé una visione ancestrale del mondo fruita ormai unicamente come ritualità, pur con qualche crepa di consapevolezza e ironia.
Sabato 23 febbraio ore 21


Teatroimmagine
I promessi sposi
da Alessandro Manzoni
regia di Benoit Roland

Cosa rinchiude di speciale questo romanzo che da quasi due secoli fa parte della coscienza collettiva di tutto un popolo? E’ questa la domanda di fondo che ha alimentato il nostro lavoro e la nostra ricerca.
Che un regista belga metta in scena un tale “monumento” della letteratura italiana può sembrare pretenzioso. Al contrario penso che questo ci permetta di dissacrare questo classico, più per divertimento che per sfida. In effetti “le jeux” è il filo rosso di tutto lo spettacolo: “jeux” è una parola francese che ha il doppio significato di “gioco” e di “recitazione”.
Su questa linea vogliamo offrire al pubblico il lato festoso del teatro dove l’attore non è strumento di un testo, di un regista, di una scenografia, ma di se stesso.
Rappresentare questa saga infinita, questo “tourbillon” di personaggi con cinque attori e un musicista è come fare un salto mortale su una corda sospesa: tu fai Lucia, ma poi diventi la Contessina Attilia che si traveste da gendarme mentre Agnese fa il Griso, Renzo si trasforma in Don Rodrigo, Don Abbondio è la Monaca di Monza e Azzeccagarbugli è anche Padre Cristoforo, il tutto coronato dalle allegre note di una fisarmonica.
Ogni attore ha allo stesso tempo il doppio ruolo d’artefice e vittima delle proprie azioni per narrare al pubblico una storia immortale, drammatica e crudele, ironica e grottesca, tenera e romantica, ma soprattutto attuale.
Benoit Roland
Sabato 1 marzo ore 21


Compagnia di Lizzana
Nozze di sangue
da Federico Garcia Lorca, Carlos Saura e Antonio Gades
drammaturgia e regia di Paolo Manfrini

Ispirata a una storia vera è una delle opere più importanti e alte del grande autore spagnolo. Mentre si preparano le nozze tra la Sposa e lo Sposo si viene a sapere che Leonardo, ex fidanzato della Sposa e già sposato con un’altra donna, appartiene alla famiglia dei Félix, uccisori per atavica faida del marito e dell'altro figlio della Madre della Sposa.
E' il primo presagio della tragedia che incombe. Alle nozze si presenta Leonardo e la Sposa, che sente riaccendersi l'antica passione, fugge con lui a cavallo nella foresta. Lo Sposo li raggiunge, sfida Leonardo e nel duello entrambi si uccidono. L'azione finale è accompagnata dal commento della Luna, simbolo di sangue e di delitto, e dalla comparsa della Morte che si nasconde sotto le sembianze di una vecchia mendicante. Il dialogo conclusivo tra Madre e Sposa sancisce la dura sorte delle due donne, condannate al sacrificio e alla solitudine.
Amore e morte, recitazione e danza, parole e immagini in un dialogo intenso e affascinante tra il testo di Lorca, il film di Saura e le coreografie di Gades.
Un dialogo scandito dai ritmi e dalla cultura del flamenco.
Sabato 8 marzo ore 21



Teatronovo
La locandiera
di Carlo Goldoni
regia di Franco Penzo e Giuliano Soncin

Portata in scena 1753 è ancora oggi la commedia goldoniana maggiormente amata e rappresentata. L’intera opera, pur offrendo una intera galleria di personaggi e situazioni, è dominata dalle schermaglie tra l’amabile Mirandolina, la locandiera, e il rude cavaliere di Ripafratta, cliente della locanda.
Mirandolina è la tipica serva-padrona, astuta, intelligente, pratica e razionale, che vuole essere corteggiata ma che non cede alle lusinghe dell’amore. E’ però anche onesta e preoccupata che i suoi affari procedano bene e in questo esprime compiutamente lo spirito dell’Illuminismo del ‘700, concreto e aderente alla realtà.
Personaggio opposto al suo è il cavaliere di Ripafratta, misogino e vanaglorioso, che alla concretezza della donna contrappone il vuoto delle parole. Mirandolina lo punirà usando le sue stesse armi, appunto le parole, con le quali lo adulerà e lo colmerà di lusinghe, con l’unico scopo di fargli ammettere di aver sbagliato a disprezzare le donne, fingendo convinzioni ed esperienze che in realtà non ha. In fondo è un giovane incapace d’amore perché ancora non lo conosce, misogino per difesa e, infatti, la passione che lo travolgerà all’improvviso sarà enorme e straordinaria.
La locandiera smaschererà la sua passione decidendo al tempo stesso di sposare il fidato cameriere Fabrizio.
Sabato 15 marzo ore 21



Anche quest’anno il settecentesco Teatro Sociale di Mori ospita il Sipario d’Oro.
Quattro serate di divertimento, di riflessione, di stimolo alla crescita culturale della nostra comunità.
Buon teatro a tutti!

L’Assessore alla Cultura del Comune di Mori
Renato Bertolini



Biglietti
Interi 8 euro
Ridotti 6 euro
In vendita nei giorni di spettacolo al botteghino del teatro dalle ore 20 alle 21

Abbonamenti
Per i quattro spettacoli in programma 25 euro
Abbonamenti ridotti al prezzo speciale di 15 euro per gli abbonati alla Stagione Teatrale del Comune di Mori, alla Rassegna Teatrale Gustavo Modena e per gruppi culturali, associazioni e circoli ricreativi
In vendita presso la segreteria del Sipario d’Oro dal 28 gennaio al 23 febbraio dalle ore 16 alle 19 e al Teatro Sociale di Mori il 23 febbraio dalle ore 19 alle 21

Carta d’Oro
Dà diritto all’ingresso a 6 euro in tutti i teatri e a tutti gli spettacoli del Sipario d’Oro
Disponibile dal 28 gennaio al 23 febbraio dalle ore 16 alle 19 presso la segreteria del Sipario d’Oro


Informazioni:

La segreteria del Sipario d’Oro è in via Dante a Rovereto, sotto la Ludoteca a fianco dell’ACI, ed è aperta tutti i giorni esclusa la domenica dal 28 gennaio al 15 marzo dalle ore 16 alle 19.
Tel. 335-5287626

teatro@compagniadilizzana.it

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